Siamo giunti al termine di una esperienza.
Non mi sento tradita dal PD, ma da una persona nella quale ho progressivamente perso la fiducia. Una persona che ha cambiato tante casacche e che anche ora si appresta a fare chissà quale acrobazia. Credo che sia chiaro a tutti i cittadini che si è trattato di un'operazione di puro potere. Un'operazione di sorprendente cinismo, comunque, che non ha nulla a che vedere con il bene della città.
Credo che almeno il bilancio avrebbe dovuto essere approvato, un bilancio che avrebbe aiutato i lavoratori in difficoltà, che poneva attenzione ai soggetti più vulnerabili della società.
Un bilancio per il bene della città che non è stato approvato per colpa di una persona che si è dimostrata, ancora una volta, inquieta, per usare un eufemismo.
Io, da parte mia, sono molto tranquilla e rivendico i miei anni di lavoro con serenità e anche con orgoglio.
Mi dispiace dover notare che questa operazione, ben orchestrata dalla destra, abbia trovato l'ingenuo consenso di una sinistra narcisistica e forse persino autodistruttiva, che non ha saputo (e ancora non sa) cogliere le possibilità del riformismo che il Partito Democratico sta tentando di portare avanti. E questa è la cosa, dal punto di vista politico, che in assoluto mi dispiace di più.
Per il futuro, mi prenderò una pausa di riflessione. Naturalmente resto a disposizione della città e del futuro commissario per fare da "ponte", allo scopo di non interrompere i progetti in corso e di passare le consegne nell'interesse dei cittadini ad un soggetto che sarà il sindaco fino a giugno. Ovvio che io rimango nel PD, e auspico che possano avere spazio coalizioni forti e meno vincolate alle segreterie dei partiti, ma orientate puramente al bene della città e alla buona amministrazione, in cui anche le nuove generazioni trovino spazio. Perché tra la normativa che prevede l'autonomia del sindaco e la realtà dei fatti (cioè una certa interdipendenza con i partiti) porta a situazioni come queste. Quando i partiti entrano in crisi i primi a pagarne le conseguenze sono gli amministratori.
Ripeto: io non mi sento abbandonata dal partito, ma anzi spero che questa esperienza possa portare motivi di riflessione utili proprio per il miglioramento e il rilancio del Partito Democratico.
Da ultimo, voglio ringraziare di cuore tutte le persone che hanno condiviso con me questi anni di lavoro, dagli esponenti dei partiti ai capigruppo di maggioranza. Ringrazio i consiglieri comunali, gli assessori, i segretari provinciali e cittadini della coalizione. Ringrazio il personale del Comune, i miei più stretti collaboratori e naturalmente tutte le istituzioni della città, con le quali ho avuto sempre ottimi rapporti e una collaborazione proficua.
*nota ufficiale del sindaco di Pavia pubblicata sul sito del Comune di Pavia
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