L'ansia di sicurezza dei cittadini occupa spesso l'agenda politica. Ora, finita la campagna elettorale, si approva, ricorrendo alla fiducia, una legge che riduce drasticamente l'uso di intercettazioni telefoniche nelle indagini e limita pesantemente la possibilità di divulgarne i contenuti sui media.
Senza controlli telefonici non avremmo fermato le scalate bancarie, gli "stupratori romani", gli orrori della clinica milanese Santa Rita. Con intercettazioni sono stati bloccati terroristi e mafiosi.
Come si concilia con l'esigenza di sicurezza questo azzeramento del più efficace mezzo per individuare delinquenti?
Tagliando le intercettazioni non si risparmia: con le indagini con esse condotte si recupera molto di più di quanto investito.
E' assurdità da scenario romanzesco tornare ad indagare con metodi classici: sarebbe come obbligare i medici ad operare senza uso di macchinari, solo perché strumenti costosi. Per analogia, si chiederà ai criminali di agire armati solo di biciclette e fionde?
Si intende tutelare la nostra privacy, come sostengono alcuni media in maniera martellante? Eppure i cittadini accettano telecamere e più agenti di polizia per le strade, se questo aiuta a prevenire azioni criminose o ad individuarne i colpevoli; non si vede il problema per le intercettazioni, disposte peraltro solo su telefoni di indagati o sospetti. E interessa davvero la nostra privacy ad una classe politica che ci chiama a casa per chiedere il voto?
In ogni campagna elettorale Lega e PDL agitano la bandiera della cosiddetta sicurezza, salvo poi riavvolgerla e custodirla sino alla tornata successiva: hanno esaltato i "respingimenti" di due barche cariche di disperati, ma hanno trascurato le auto senza benzina delle forze di polizia e i computer guasti degli uffici giudiziari, e ora nascondono i concreti effetti di questa legge. Approfittando della quiete post-elettorale sferrano quindi un duro colpo alle istituzioni preposte alla tutela della legalità e della nostra sicurezza.
In fine questa legge di fatto impedirà la pubblicazione di ciò che emergerà dalle indagini che si potranno svolgere. Sapremo tutto su veline e calciatori, niente sulla corruzione nella vita pubblica né sulle trame di potere ordite all'ombra di questo nuovo vergognoso scudo. Vivremo quindi ignari, felici e contenti. O meglio: sicuri.
Andrea Lucca per l'Intercircolo Lomellino del PD
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