Di fronte all'arresto dell'assessore provinciale Rosanna Gariboldi, non possiamo non rilevare come gli attuali sviluppi della vicenda confermino la correttezza e la validità della richiesta delle sue dimissioni che avanzammo quando emerse il caso, e che fu respinta da un'alzata di scudi del Presidente della Provincia in persona.
Ribadendo, oggi come allora, piena fiducia e rispetto nell'operato della magistratura, rimaniamo dunque convinti che gli amministratori pubblici - senza distinzioni di partito e di livello - debbano assicurare sempre e comunque la massima trasparenza e correttezza. Non solo. Siamo convinti che trasparenza e correttezza debbano contraddistinguere anche i loro interessi privati, soprattutto quelli patrimoniali quando connessi a soggetti o ambiti attinenti alla loro attività politica o amministrativa.
Con uguale senso di responsabilità ci riserviamo infine di valutare la posizione del Presidente Poma, che durante il consiglio provinciale dedicato al "caso-Gariboldi" dichiarò che l'opposizione avrebbe dovuto chiedere le dimissioni del Presidente stesso, anziché quelle dell'Assessore. Se infatti le dimissioni della Gariboldi sono ormai un atto dovuto, a dover essere messa in discussione ci sembra ora la gestione politica del caso da parte del Presidente della Provincia e della sua maggioranza in consiglio.
Antonio Ricci
Segretario cittadino del PD di Pavia
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