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Assemblea Nazionale: parlano i delegati pavesi

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Eccovi il resoconto che il Pd Pavia ha composto con le cronache dei delegati pavesi in ordne alfabetico che hanno partecipato all'assemblea nazionale del 21 e 22 scorsi,

 
Ilaria Balduzzi:
Il clima mi è sembrato assolutamente positivo come indicato da più parti ma in particolare da Franceschini "il PD è unito, la relazione di Bersani indica una nuova strada". Apprezzo sempre molto la conduzione ordinata e puntuale della Presidente dell'Assemblea Rosy Bindi che, con slancio, ha dichiarato "Mettiamo cuore e testa nel nostro progetto". L'impostazione dei lavori per commissioni mi è parsa molto proficua producendo documenti importanti dove si parla chiaro.


sen. Daniele Bosone:
L' Assemblea Nazionale del PD ci ha consegnato, pur in assenza di grandi emozioni, l'idea di un partito unito in una fase difficile della vita sociale del nostro paese. E ciò è positivo. La manovra appena varata dal Governo testimonia una gran difficoltà del centro-destra che deve ammettere finalmente una crisi vera che Berlusconi vorrebbe ancora ostinatamente negare; la cortina fumogena sollevata sulle difficoltà che il paese da due anni sta vivendo sulla pelle della gente e l'irresponsabilità politica complessiva di Lega e PDL ci hanno portato alla necessità di una pesantissima manovra finanziaria, mentre i sacrifici potevano essere diluiti in tempi più lunghi. Ora ci sarà una grave ricaduta sui cittadini che si farà sentire tramite i tagli alla spesa della pubblica amministrazione regionale e locale. Questo avrà un effetto “depressivo” sui consumi e sulle aspettative di miglioramento della qualità della vita dei nostri cittadini.
Qui, su un disegno di paese nuovo, sulla capacità di proporre un nuovo modello di convivenza sta la scommessa che il PD può giocare. A questo fine alcuni dei documenti approvati in Assemblea, che hanno avuto il pregio di fare almeno discutere su cose concrete, appaiono però ancora inadeguati.
Faccio una breve riflessione che possiamo approfondire in un dibattito anche on-line sul modello istituzionale del paese, avendo io partecipato alla commissione che ha steso l'apposito documento e avendo peraltro in assemblea espresso l'unico voto contrario. Cerco di motivarlo.
Politicamente da una parte apre la strada al Presidenzialismo fortemente voluto da Berlusconi, dall'altro spiana la strada all'idea di paese federale (ovvero frammentato ) su cui la Lega fonda la sua propaganda politica in modo assai più efficacie di quanto facciamo noi. Insomma temo che la nostra proposta manchi di un'idea originale e nuova di struttura del paese mentre accreditiamo un'idea sbagliata; cioè che l'efficienza delle formazioni delle decisioni dipenda dal non funzionamento delle Istituzioni attuali. Ciò non è vero. Non diamo alle istituzioni democratiche colpe che stanno solo nell’incapacità decisionale della politica. Noi viviamo una sindrome “da prigionia” da Titolo V (quello che prevedeva appunto la devoluzione federale) senza porci la domanda se quel sistema ha raggiunto obiettivi di equità di distribuzione di risorse e su come queste risorse sono state spese. La mancanza di un serio controllo centrale sulle Regioni ha permesso il formarsi di disavanzi incredibili (soprattutto nel comparto sanitario) e la formazione di governi regionali che si stanno trasformando in assemblee legislative sempre più concorrenti con lo stato.
Paradossalmente mentre crescono le difficoltà di attuazione del federalismo fiscale (provvedimento a mio avviso utilissimo) si sta facendo sempre più strada l'idea di un federalismo politico che prevedrebbe 22 piccoli stati semi-autonomi , aumentando l'idea di una frammentazione del paese in un momento storico in cui c'è bisogno di unire e non di dividere. Cercare di combinare l'efficienza e l'efficacia della spesa con l'Unità del Paese, anche ridiscutendo alcuni degli aspetti del titolo V mi sembra doveroso. Sta cambiando il mondo, dobbiamo fare l’Europa Federale altro che l'Italia Federale ! Dobbiamo avere il coraggio anche di uscire da schemi mentali che magari sono un po' superati.
Tralascio altri tecnicismi sulla differenziazione camerale etc. Ma la Legge elettorale con il sistema uninominale come previsto dal documento a turno unico o doppio e il suicidio politico per il nord e per il sud ! Con i numeri delle ultime Regionali non eleggeremmo in Lombardia nemmeno un deputato. Anche qui serve uscire dalla tecnicismi e dall'accademia per capire quali sono le ripercussioni sul mondo reale di ciò che proponiamo.
Inoltre il sistema uninominale, la riduzione del numero dei parlamentari, la previsione di aumento dei poteri del premier porta inevitabilmente verso il presidenzialismo che, visto in salsa berlusconiana, significa tutto il potere a lui, riducendo uno scampolo di parlamento da lui nominato alle ratifiche di quanto deciso. Attenti alla Democrazia formale. Ecco perché io sono anche contrario alla riduzione del numero dei parlamentari. Non risponde all’esigenza di maggiore partecipazione, maggiore democrazia, più peso al Parlamento che mi sembrano elementi invece da valorizzare in una fase storica nella quale la democrazia occidentale viene messa in dubbio come migliore sistema per governare la complessità. Ridurre i parlamentari comporta un ridicolo risparmio di soldi e non aumenta certo l'efficienza del parlamento: risponde solo ad un'esigenza un po' demagogica di ridurre la partecipazione democratica ai processi decisionali e accredita l'idea (tutta berlusconiana) che i parlamentari e quindi la democrazia siano praticamente inutili, anzi forse dannosi sulla via del suo efficientismo tutto populista.
Ho posto alcuni temi anche “scomodi” sapendo andare controcorrente rispetto ad idee diffusamente formate. Ma non è forse ora di farci domande vere e di capire che una nuova politica nasce anche dalla capacità di uscire da convincimenti magari ormai superati o, peggio, fatti propri dai nostri avversari ? Non sarà per questo che alla fine non siamo percepiti come una vera alternativa per un paese solidale contro un paese egoista e sempre più frammentato che promette sempre più povertà e solitudine ?
Scusate per la lunghezza e grazie per l'attenzione.
 
Milena D’Imperio:
Finalmente...giorni migliori!
Questa volta l’Assemblea Nazionale ha superato le aspettative : non i soliti discorsi calati dall’alto, a volte dal significato vuoto o distante.
No, questa è stata l’assemblea dei delegati, è stata l’assemblea delle linee politiche tracciate e condivise, dei dibattiti accesi ma trasparenti, mai distruttivi, sempre nell’ottica futura di costruire l’alternativa, giorni migliori.
Superate le posizioni precostituite, si va avanti discutendo sui temi, andando oltre maggioranza e minoranza del partito che, per dirla con Bersani Franceschini e D’Alema, sono da relegare alla fase congressuale.
Ed ogni discussione costruita su queste basi darà origine alla linea politica del partito sui temi concreti.
Così è stato all’interno delle commissioni che si sono riunite il venerdì sera, momento culminante di quest’Assemblea in stile moderno. I documenti prodotti dalle commissioni saranno le linee guida nei rapporti tra il PD e la società.
Ho scelto la commissione Europa, presieduta da Piero Fassino, per capire come il PD vuole contribuire al rilancio del nostro continente e dare un nuovo slancio alla casa Europea .
Dalla crisi si esce con più Europa: puntare sul rilancio dell’economia e sulla crescita, nell’ambito di un maggior rigore e nel rispetto del patto di stabilità per i paesi della zona euro, questo è il piano. E la storia c’insegna che nei momenti di maggior crisi è stata l’Europa a dare vigore a compattezza ai suoi paesi, dagli anni 50 ad oggi. Molti i contenuti e le proposte avanzate da tutti i componenti della commissione che sarò lieta di condividere nei prossimi incontri dei nostri organismi locali.
In generale tra gli interventi, i contributi più significativi ed efficaci sono stati, a mio parere, quelli di Ichino sul tema del lavoro e di Cuperlo, che ci ha regalato realmente un momento di politica ad ampio respiro: sì, ci aspettano giorni migliori!
 
Roberto Dionigi :
Le mie impressioni sono senza dubbio positive. Ho pochi dubbi sulla bontà della relazione e della replica (a braccio) del segretario. Il presidente e il segretario sono presidente e segretario (finalmente!) di un PARTITO: importante più di altri mi è parso ai fine dell’unità del partito l’intervento di Fioroni che ha fato suo lo slogan del Presidente del partito la “vera minaccia è quella di rimanere nel partito non quella di lasciarlo!” . Apprezzabilissimo il grande intervento carico d’idealità di Ichino. Da riprendere secondo me anche localmente.  Gli interventi poi di Marino e Franceschini (Ma non solo, vedi Cuperlo) hanno confermato la comune volontà di lavorare insieme per il partito plurale. Per buona pace dei Vescovi ed in particolare di S.E. Mons. Fisichella!!!
 
Emanuela Marchiafava:
Mille delegati si sono riuniti per due giorni in un padiglione della Fiera di Roma; all’apparenza fermi, in realtà il Partito Democratico ha dimostrato che si sta muovendo. Per la prima volta i lavori in assemblea sono stati organizzati in commissioni, dove abbiamo discusso i documenti programmatici su ambiente, lavoro, giustizia, riforme, università e ricerca, Europa e le proposte di modifica dello Statuto.
Io ho partecipato alla commissione lavoro dove ho sostenuto la posizione di Ichino : il documento della commissione propone una “graduale riconoscimento dei diritti” a quella quasi metà della forza lavoro italiana composta da tutti quei lavoratori che sono tenuti precari in mille modi: è una vera apartheid e loro sono dei paria, sostiene Ichino, hanno “diritto ai diritti” subito, non gradualmente, come gli altri lavoratori giustamente tutelati. Su questo documento mi sono astenuta insieme a parecchi altri delegati proprio perché secondo noi necessita ancora di modifiche e integrazioni. Modifiche a cui potrete partecipare anche voi, perché questi documenti nei prossimi mesi saranno discussi in tutti i circoli territoriali del PD per poi tornare in assemblea dove, una volta approvati in via definitiva, andranno a costituire la posizione ufficiale del partito.
Sempre nell’ottica della valorizzazione delle risorse interne, Ivan Scalfarotto,  vice presidente dell’Assemblea, ha illustrato “Assemblea 2.0”  , l’iniziativa per valorizzare e “utilizzare” le capacità e le competenze dei mille  delegati che incarnano la rete territoriale del partito.
Moltissimi gli interventi in plenaria, dove ancora una volta ho condiviso la posizione di Ignazio Marino e ho apprezzato le conclusioni di Bersani, che ha descritto una sorta di “patto generazionale” per il rinnovo della classe dirigente da qui al congresso del 2013 e ha ribadito la necessità di valorizzare l’impegno e le capacità dei “nativi del PD” per definire chi ha iniziato a far politica proprio con il nostro partito.
Il cambio di passo si è avvertito, ora tutta la rete territoriale deve fare altrettanto.
 
On. Angelo Zucchi:
A me è parso che l'assemblea sia stata positiva, un clima di coesione e unità che solo poche settimane prima sembrava impossibile
Finalmente una discussione vera e non solo una partecipazione assembleare per ascoltare l'intervento del segretario, mi sembra che si sia ritrovata la strada del confronto.
Anche il format che prevedeva riunioni a tema mi sembra abbia funzionato, ha dato modo a molti di partecipare, intervenire dare un senso della presenza Roma.
Esiste in Italia fra i partiti rappresentati in parlamento un partito che discute cosi ?
Io credo di no.

 

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