Per due anni ci hanno detto che la crisi non ci avrebbe fatto male.
Per due anni ci hanno raccontato di un Paese che stava meglio di tanti altri.
Per due anni ci hanno detto che la crisi non c'era.
Poi siamo passati da "la crisi non c'è" a "la crisi è finita".
Ora il Governo Berlusconi ci dice che invece la crisi c'è, eccome se c'è!
E che a pagarne le conseguenze, come sempre, saranno i soliti noti: lavoratori e pensionati.
La Finanziaria 2011 (decreto legge 78 del 31 maggio 2010) sarà davvero una manovra lacrime e sangue: le nostre lacrime e il nostro sangue!
Da una veloce ma attenta lettura del testo integrale del decreto emergono alcune considerazioni di carattere generale utili per fare chiarezza prima che arrivino i soliti professionisti della disinformazione (Minzolini-Vespa-Fede-Belp
1) non è per niente una manovra incentrata solo sui tagli alla spesa. Infatti, ben il 40% della manovra a regime e' composto di maggiori entrate.
2) queste maggiori entrate sono in gran parte dovute ai provvedimenti anti-evasione. Da questa voce il governo pensa di recuperare ben 8 miliardi di euro! Il problema è che è difficile stimare esattamente il valore di tali misure, tanto è vero che in passato queste cifre sono sempre state espresse nel bilancio consuntivo, come una piacevole sorpresa aggiuntiva. Costruirci sopra una finanziaria è rischioso, un azzardo ancora più fastidioso se teniamo conto che il principale strumento di lotta all'evasione sarà un altro condono, questa volta edilizio dopo quello fiscale (lo scudo fiscale) fatto lo scorso anno.
3 ) oltre il 70% dei tagli previsti sono riduzioni di spesa
a. Riduzione spesa ministeri
b. Riduzione trasferimenti enti locali
c. Tagli agli stipendi nel pubblico impiego
d. Inasprimento requisiti d'accesso alla pensione
Ergo si andranno a colpire i soliti "noti", lavoratori e pensionati.
Dove sono i tagli veri ai costi della politica?
Perché non hanno soppresso, come promesso, le Province?
Perché dalla finanziaria è stato stralciato l'elenco dei 287 enti inutili che avrebbero dovuto essere soppressi per produrre un risparmio di quasi 1 miliardo di euro?
I tagli agli enti inutili e ai costi della politica previsti in manovra, di cui tanto si è parlato, contano praticamente nulla, nell'ordine di qualche milione di euro, in termini di riduzione della spesa.
E' questa la strategia governativa per contenere in maniera seria e credibile la spesa per la politica italiana?
Cala la mannaia invece su scuola e sanità (ma guarda un po'.)
Per la prima, è soprattutto il blocco degli incrementi automatici delle retribuzioni nel triennio a determinare la riduzione della spesa; per la seconda, è un complesso di riduzioni nel personale e di riclassificazione della spesa farmaceutica.
In generale colpisce la scure che si abbatte sui dipendenti pubblici, tagliando di brutto i loro stipendi.
I dipendenti pubblici ( grande capro espiatorio di questo governo per giustificare tutti i mali del Paese) sono stangati in vari modi.
Il primo è quello del congelamento degli stipendi per almeno un triennio (art.9 comma 1), tre anni in cui non ci saranno scatti di anzianità (come dire che, dal punto di vista della progressione economica di carriera, questi tre anni, pur lavorati, non esistono) né rinnovi contrattuali (né nazionali, né di secondo livello).
In un Paese in cui la crescita del potere d'acquisto del lavoro dipendente è tra le più basse d'Europa, questo provvedimento impoverirà oggettivamente milioni di famiglie (anche perché nel frattempo l'inflazione non diminuirà).
C'è poi la trasformazione coatta del trattamento di fine servizio/ indennità di buonuscita (l'attuale "liquidazione" dei dipendenti statali/enti locali) in trattamento di fine rapporto (la "liquidazione" dei dipendenti privati e dei dipendenti pubblici assunti dopo il 2001): un passaggio che, modificando i criteri di calcolo, penalizzerà la futura "liquidazione" del pubblico dipendente di oltre 10 punti percentuali.
Tralascio poi la mannaia che si abbatte, generalizzata, sul complesso della normativa previdenziale: inasprimento dei requisiti d'accesso a pensione e riduzione dei coefficienti di calcolo delle pensioni contributive dipingono un quadro prossimo venturo a tinte foschissime.
Vadano Berlusconi o Tremonti o Brunetta o il Briatore/Anemone di turno a spiegare a un operaio, un turnista notturno, un'ausiliaria pubblica, un tranviere, un operatrice sanitaria, una collaboratrice scolastica ecc... lavoratori usurati nel corpo e nella mente, di lavorare da 12 a 18 mesi in più!
In sintesi, si tratta di una manovra visibilmente improvvisata, che bada a esibire grandi numeri per offrire un quadro macro rassicurante.
Le "lacrime e sangue" sono per pochi, i soliti.
Chi paga davvero sono i giovani, colpiti dal taglio dei contratti a tempo determinato e dal blocco delle assunzioni e delle carriere nel pubblico impiego (che penalizza soprattutto chi è entrato con salari molti bassi contando sugli scatti di anzianità) oltre che dall'ennesimo rinvio della riforma degli ammortizzatori sociali.
Non una ma due mani vengono messe nelle tasche dei giovani.
Lavoratori (privati e pubblici), pensionati, giovani ... ecco di chi saranno le lacrime e il sangue che bagneranno il terreno una volta approvata questa finanziaria!
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