
I tagli previsti dalla manovra finanziaria prevedono il blocco delle assunzioni per i medici. Se confermati, i primi a rimetterci saranno gli anestesisti già in deficit di 1500 unità.
Nel 2008, l’allora ministro della Salute Livia Turco aveva garantito che il parto indolore fosse a disposizione gratuitamente in tutte le strutture ospedaliere. I tagli rischiano di farlo saltare. La colpa è del blocco delle assunzioni previsto dalla manovra finanziaria che vale sia per i medici a tempo indeterminato sia per quelli a tempo determinato. Lo stop accentuerà la carenza di anestesisti rianimatori, già in deficit di 1500 unità, e quindi la loro disponibilità per la partoanalgesia.
Come ribadito da Vincenzo Carpino, presidente dell'Aaroi Emac, il sindacato degli anestesisti: La riduzione delle risorse finanziarie destinate alla sanità mette a rischio anche il parto indolore. Già oggi infatti manca un numero adeguato di anestesisti rianimatori per effettuare questo servizio in cui la presenza del medico deve essere costante durante tutto il parto.
Francesca Merzagora, presindete dell’Osservatorio nazionale salute donna: La prima conseguenza sarà di aumentare il ricorso al taglio Cesareo, che in alcune regioni, come la Campania, si pratica già nel 60% dei casi. Un limite che secondo l’Oms dovrebbe non superare il 15% delle nascite.
La situazione quindi vedrebbe un aumento dei cesarei e una riduzione della partoanalgesia. Un ulteriore paradosso se si considera che l’Italia è all’avanguardia nell’ambito dell’analgesia epidurale, primo paese europeo ad aver introdotto la somministrazione a intervalli regolari di piccole dosi di analgesico, così da produrre un livello di anestesia stabile e continuo, prevenendo l’insorgenza di dolore per le partorienti.
Articolo tratto da la Repubblica salute http://canali.kataweb.it/salute/2010/06/03/anestesisti-contro-la-manovra-epidurale-a-rischio-con-i-tagli/



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