Il 6 novembre 2009 è stata celebrata la dodicesima giornata per la ricerca sul cancro.
Sono stati raccolti ben 6 milioni di euro; si può donare, con un semplice sms al 48545, fino al 21 novembre 2009 (con ogni sms si devolve 2 euro).
Dopo cinquant’anni passati a pestare la testa contro il muro, oggi i ricercatori sono ottimisti.
A dettare il cambio di marcia in questa battaglia, capovolgendo i ruoli tra vincitori e vinti, è stato lo sviluppo tecnologico. “La svolta è stata la scoperta del DNA e poi del Genoma”, dice su il Corriere della sera del 31 ottobre 2009, la dottoressa Maria Ines Colnaghi, capodipartimento della ricerca all’Istituto Nazionale dei tumori di Milano. “Dalla scoperta del DNA al Genoma la tecnologia ci ha dato le ali: ogni giorno si fanno passi da gigante dove un tempo si facevano passi del gambero. Oggi identificare il tallone di Achille di ogni tumore è fattibile, in breve. Rimangono i tempi per lo sviluppo e la validazione dei farmaci”.
Tempi colmabili sostenendo la ricerca. “Occorre puntare sul ripopolamento dei ricercatori giovani che nel Bel Paese non mancano” sostiene la dottoressa.
Di seguito ne riportiamo alcuni, tratti dai diversi articoli pubblicati sul Corriere della sera del 31 ottobre 2009.
Vincenzo Mozzaferro, chirurgo e oncologo dell’Istituto Nazionale dei tumori di Milano, ha trovato la firma molecolare del tumore scritta nella parti del fegato ancora sano. Quella firma è in grado di dire quale sarà l’evoluzione della malattia, se sarà più o meno aggressiva, quali sono i pazienti ad alto o basso rischio.
Anna Bagnato, ricercatrice dell’Istituto Regina Elena di Roma, ha descritto uno dei meccanismi responsabili della crescita dei vasi linfatici, che sono le autostrade utilizzate dalle cellule tumorali per diffondersi nel nostro corpo. “L’endotelina – spiega la dottoressa – è una piccola molecola che riesce a sostenere e a far sopravvivere le cellule tumorali. Con il nostro studio abbiamo compreso i meccanismi attivati da questa molecola e stiamo valutando l’efficacia di un’antagonista”.
Andrea Viale, ricercatore del Dipartimento di Oncologia sperimentale di Ifom-Ieo, ha identificato un gene, p21, che dona l’immortalità alle cellule staminali leucemiche. “Spegnere questo gene – secondo il ricercatore – può bloccare le cellule tumorali”.
Sulla stessa lunghezza d’onda troviamo Lucia Ricci, biologa a contratto all’Istituto Superiore di Sanità. Quattro anni fa scoprì il meccanismo attraverso il quale le cellule staminali del sistema nervoso sfuggono alla morte cellulare programmata, proliferando incontrollate e causando tumore. “Dobbiamo arrivare - spiega Ricci – a colpire le cellule staminali quiescenti, che ripopolano la massa tumorale anche quando si pensa di averla distrutta”.
Cristiano Simone, specialista in genetica medica e responsabile di un laboratorio del Consorzio Mario Negri Sud a Chieti, ha individuato una proteina necessaria per mantenere l’attitudine delle cellule tumorali ad utilizzare tantissimo glucosio. “Spegnendo la proteina – dice Simone – le cellule tumorali sono andate incontro a fame, hanno iniziato ad auto digerirsi, si sono mangiate, fino a morire”.
Cellule staminali dei tumori e non, nanotecnologie, letture in poche ore del DNA, capacità di creare un modello virtuale al computer di come agire nel microcosmo cellulare del singolo paziente colpito da tumore, sono i terreni su cui la medicina giocherà, nei prossimo anni, la propria partita per sconfiggere il cancro.
La via è stata tracciata, è necessario trovare il modo per renderla economicamente praticabile sostenendo la ricerca, sia come PD sia individualmente con un sms al 48545.



Notizie Utili
Con questa iniziativa vogliamo far arrivare nelle case di tutti i nostri lettori alcuni consigli generali per far fronte alle situazioni più comuni di emergenza e per ...
Con il termine diabete si identificano due malattie diverse e ben differenziabili (diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2) che hanno in comune l’eccessivo aumento dell...
La parola diabete viene spesso associata ad una dieta povera delle normali soddisfazioni e piaceri connessi al buon bere e al buon mangiare: solo pregiudizi.Prima rego...
Al nastro di partenza in Italia la prima banca dati sull'obesità. Sarà il risultato della campagna Dai peso al peso, organizzata nell'ambito del progetto su sovrappeso ...
Philippe, belga di 52 anni, fumatore dall'età di 12 anni. “Quando il medico mi consigliò di smettere di fumare, chiamai subito il numero 0800 111 00, il numero della ...
di Maurizio Siciliano
E' possibile mangiare sano e con gusto rispettando la tradizione alimentare del nostro Paese e proteggendo contemporaneamente la nostra salute.Un...
Di Maurizio Siciliano
La raccolta differenziata porta a porta è una tecnica di gestione dei rifiuti che prevede il periodico ritiro a domicilio della spazzatura, al fi...
Risulta ancora molto difficile sensibilizzare le persone sulla necessità di una corretta prevenzione e quindi di controlli periodici. Ma se si pensa che la malattia può...