
Qualche sera fa, durante la trasmissione Porta a Porta, ho dovuto ascoltare le parole (che non oso definire) del presidente nazionale degli ordini degli ingegneri, il quale, tutto sommato, non capiva il tanto stupore a riguardo del grave danneggiamento subito dal nuovo ospedale de L'Aquila; parole che, lo stesso, ha in parte poi smentito la sera successiva. Che vergogna!
Non entro nella polemica che ruota attorno alla possibilità di prevedere un terremoto, e mi rendo ben conto di quante siano le tante casette del ‘700 che costituiscono il tessuto urbano italiano, ma non può cedere l'ospedale di nuova realizzazione, non può crollare la casa dello studente fresca di collaudo, non può essere inagibile addirittura la prefettura.
Le responsabilità sono diffuse, verissimo, ma qui i nomi e cognomi, nonché la matricola dell'ordine professionale, si conoscono: professionista della redazione del progetto preliminare, professionista della realizzazione del progetto definitivo, professionista della redazione del progetto esecutivo, responsabile della ditta installatrice, direttore dei lavori, collaudatore, enti ed amministrazione pubbliche designate al controllo della realizzazione del progetto e dell'opera.
Responsabilità diffuse, per l'appunto, ma facilmente individuabili.
Svolgo la professione da sei anni: quanti impianti idrici antincendio, il più delle volte a protezione delle scuole, ho trovato non funzionanti; quanti gravi errori di installazione ho dovuto riscontrare in impianti già collaudati; quanti sopralluoghi ho effettuato in scuole non aventi il certificato di prevenzione incendi. Nessuno osi dire che mancano i finanziamenti, i soldi si trovano: dimezzare il numero e gli stipendi dei parlamentari (ed è una vergogna anche i soli 1000 euro che ogni parlamentare devolverà); riportare gli stipendi dei manager pubblici a qualcosa di meno faraonico (colui che ha contribuito al fallimento dell'Alitalia si è beccato una buona uscita di qualche milione di euro). Aggiungo alla lista, che potrebbe essere molto lunga, gli stipendi di alcuni grandi nomi della TV pubblica.
La politica ha di certo le sue responsabilità, ma nessuno osi nascondersi dietro le norme, o la mancanza di esse: un professionista non deve rispondere alle norme, ma alla regola dell'arte, cioè alla conoscenze della materia acquisita tra i banchi scolastici e universitari. E il problema sta qui: spesso non si risponde alla regola dell'arte ma ad una regola universale: quella del profitto.
Non servono le solite lacrime di coccodrillo, davanti alla disperazione di chi ha perso una parte della propria vita servono atti concreti.
a) Sospensione dall'esercizio della professione dei professionisti coinvolti fino ad accertamenti giuridici compiuti; in caso di inadempienze dimostrate, galera e sospensione a vita dall'albo di appartenenza (i professionisti coinvolti nel disastro di San Giuliano di Puglia sono stati condannati, solo dopo il secondo grado di giudizio, a 6 anni di reclusione e 5 anni di sospensione dell'ordine: sarà giustizialismo, ma aver provocato la morte di 27 bambini non può trovare giustizia in una pena così insufficiente).
b) Cancellazione, dal codice etico professionale, della norma che impone ad un professionista di astenersi da critiche denigratorie nei riguardi di colleghi: non si tratta di infamare, ma di rendere inoffensivo l'incapace.
c) Maggiore responsabilità e professionalità degli enti amministrativi: l'attività di quest'ultimi deve essere sottoposta a controllo ministeriale senza preavviso, non via fax fatto pervenire agli interessati qualche settimana prima.
d) Introduzione di una "patente a punti" per amministratori, progettisti ed installatori in relazione ai tempi dell'esecuzione, oltre che agli infortuni.
e) Cancellazione del metodo del massimo ribasso per l'aggiudicazione degli appalti pubblici.
Serve un impegno collettivo di maggiore responsabilità rispetto al bene pubblico: oggi siamo spettatori del dramma che si è consumato, la prossima volta potrebbe esserci un nostro caro in quelle bare.
Non voglio più vergognarmi di essere un ingegnere.



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