
Ieri, come tutti i giorni, sfogliavo la Provincia, quando mi sono trovato di fronte ad una lettera di Giulio Assanelli.
Il tema della missiva era il seguente: una difesa di Berlusconi, dopo che il nostro Davide Ottini aveva sollevato, e in modo pertinente, il tema dell’incomprensibile silenzio di ampi settori del mondo cattolico di fronte a determinati comportamenti del Primo Ministro. Nulla di nuovo. A colpirmi, però, è stato un passaggio in cui si attaccava il Governo Prodi, reo di aver messo in atto politiche incompatibili con quelli che la Chiesa ritiene valori non negoziabili (Pacs, Caso Welby, ecc.).
Personalmente, sono rimasto perplesso. Si intende forse che la misura della bontà delle politiche di un Governo è direttamente proporzionale alla loro aderenza ai desiderata della Chiesa Cattolica? Si intende forse che il nostro Paese dovrebbe essere guidato da persone che, pur ritenendo giuste e doverose alcune misure, si fermerebbero se in disaccordo con la Chiesa? E come la mettiamo con l’art. 7 della nostra Costituzione, che sancisce e tutela l’indipendenza e la sovranità di Chiesa e Stato nei rispettivi ambiti?
Non voglio certo dire che non si debbano tenere in considerazione le posizioni della Chiesa, che è e rimane un protagonista irrinunciabile del nostro tempo, e che quindi deve essere un importante interlocutore delle istituzioni. Ma delineare quello che sembra essere un ruolo servente delle istituzioni nei confronti della gerarchia ecclesiastica mi sembra profondamente sbagliato e inopportuno. Lo Stato è laico, su questo non devono esserci dubbi.
Su questo terreno si giocherà un punto importante della nostra sfida congressuale. Il mio voto andrà a chi saprà disegnare, nella sua piattaforma, un partito compiutamente laico. Arricchito nel suo patrimonio dall’esperienza e dalla passione di tanti cattolici democratici (che, sono convinto, non scriverebbero nulla del genere), ma che, nel momento delle scelte programmatiche, sappia prendersi la responsabilità di decidere in piena autonomia. Perché il contrario di cattolico non è laico. Il contrario di cattolico è confessionale.



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